DONNE DEL FERMi


Alcune insegnanti hanno voluto celebrare l'evento con personali testimonianze di vita vissuta ma anche con riflessioni e indicazioni per gli studenti. Dai ricordi personali della prof.ssa Emanuela Pinzi, alle riflessioni della prof.ssa Annamaria Longhin sulle radici ancora profonde della violenza nella nostra società; all'allarme della prof.ssa Adele Rossetti sulla recrudescenza della violenza di genere durante l'attuale emergenza sanitaria, fino all'analisi, breve ma ben definita, della prof.ssa Liviana Gazzetta sui legami tra prostituzione, capitalismo e globalizzazione


DONNE DEL FERMI

UN LIBRO

La prof.ssa Annamaria Longhin sugggerisce la lettura di questo libro di Dacia Maraini "L'amore rubato". Con otto racconti brevi la scrittrice italiana mette in scena donne e bambine vittime della violenza; una violenza che raggiunge anche l'intimità delle famiglie, sullo sfondo di una società che appare incapace di scindere l'amore dal possesso. Ecco una recensione del libro per chi volesse approfondire e leggere

UN LIBRO



UN EVENTO CHE HA SEGNATO UN'EPOCA



In queste pagine di Giuseppe Frangi - direttore della testata digitale "Vita" - si propone  un interessante approfondimento di un fatto di cronaca avvenuto nella tarda estate del 1975 che diede luogo ad alcuni  accalorati interventi di Pier Paolo Pasolini.  Pochi giorni prima di essere lui stesso ammazzato sulla spiaggia di Ostia, il poeta e regista vide nel fatto di cronaca - noto come il massacro del Circeo -  un salto epocale che segnava una deriva antropologica che stava travolgendo i giovani italiani,  e non soltanto e non semplicemente un altro misfatto dei fascisti "pariolini" consumato contro due ragazze "borgatare", come giudicarono all'epoca intellettuali del calibro di Italo Calvino

un evento

UN MONOLOGO

 


Se l'attrice Paola Cortellesi ci propone una ironica ma anche triste denuncia di come già nel lessico e nei comportamenti del quotidiano  sia attiva la discriminazione di genere,  ben più drammatico è il famosissimo monologo dell'attrice Franca Rame che racconta lo stupro subito, quasi uno sfregio per un impegno politico


un monologo

UNA CANZONE



"Te la ricordi Lella, quella ricca, la moje de Proietti er cravattaro..."  è l'incipit di una canzone del cantautore Edoardo de Angelis che racconta la confessione di un femminicidio, si direbbe oggi, per un rifiuto, l'ultimo giorno  dell'anno, un "me son stufata, nun ne famo niente" con faccia indifferente, che non poteva essere tollerato. Qui la canzone è interpertrata da Paola Turci.

UNA CANZONE