Home > Indice generale > Il Monastero di Praglia > Monastero benedettino di S. Maria Assunta di Praglia (Teolo)
 
Fondata da Maltraverso de Montebello tra la fine del sec. XI e l’inizio del XII, fu posto da Papa Callisto con bolla del 1122 alle dirette dipendenze della Chiesa Romana e due anni dopo, per volontà dello stesso pontefice, fu assoggettato al monastero cluniacense di S. Benedetto di Polirone. (Al proposito si veda: Calixti II Epistolae et privilegia, in Paschalis II — Gelasii II — Calixti II, Epistolae et privilegia, ed. J. P. Migne, Parisiis 1893 (Patrologia Latina, 163), col. 1243-1244). 
Alla fine del XIV cadde in commenda. Nel luglio del 1448 fu unita alla congregazione di S. Giustina. Da allora il monastero fu ingrandito e assunse la forma attuale. Soppresso nel 1810, i Benedettini, favoriti dal governo austriaco, vi ritornarono nel 1834. Nel 1867 fu nuovamente soppresso dal Governo italiano in base alla legge del 7 luglio 1866. I monaci vi fecero finalmente ritorno nel 1904, dopo aver riacquistato l’edificio da privati. 
Il 26 aprile del 2004 i monaci hanno solennemente festeggiato il centenario del loro ritorno a Praglia. 
 
Una completa bibliografia su Praglia si trova in: 
Trolese F., Bibliografia pragliese, in L’Abbazia di Santa Maria di Praglia, a cura di C. Carpanese e F. Trolese, Cinisello Balsamo (MI) 1985, p. 245-253. La esaustività del lavoro comporterebbe l’unica esigenza di aggiornare i dati ma per comodità di ricerca riportiamo anche parzialmente la bibliografia di Padre Trolese, limitandoci ad inserire i titoli che ci sembrano più correlati alla vita del territorio collinare. 
 
Lo stesso volume contiene anche la più completa ricognizione storico artistica sull’abbazia benedettina: 
L'Abbazia di Santa Maria di Praglia, edd. C. Carpanese e F. Trolese, Milano 1985, con ampio repertorio bibliografico ed archivistico, che comprende, tra l’altro, i saggi storici: 
Penco G., Cenni storici. Dalle origini al 1448, p. 9-16. 
Carpanese C., Cenni storici. Dal 1448 al 1980., p. 17-28. 
Bortolame S., Formazione, consistenza e conduzione del patrimonio fondiario. Dalle origini al 1448, p. 29-43. 
Stella A., Formazione consistenza e conduzione del patrimonio fondiario. Dal 1448 al 1806, p. 44-49. 
Rigon A., S. Urbano di Padova “Procuratoria” del Monastero di Praglia, p. 56-62. 
Tamburrino G., Parrocchie e Chiese dipendenti dal Monastero di Praglia. La parrocchia di San Giorgio di Tramonte e di S. Maria di Praglia, p. 63-67. 
Grandis C., La parrocchia di S. Bartolomeo di Tencarola, p. 68-70. 
Rigon A., La parrocchia di S. Giovanni Battista di Carbonara, p. 71-73. 
Tamburrino G., La chiesa succursale di S. Biagio (Praglia), p. 74-75. 
Carpanese C., La chiesa campestre di S. Maria di Bovolenta, p. 75. 
Carpanese C., Le chiese campestri di S. Pietro e di S. Nicolò di Carturo (Padova), p. 76. 
Carpanese C., La chiesa campestre di S. Nicolò di Sancedo (Vicenza), p. 76. 
Carpanese C., La chiesa campestre di San Silvestro di Cortelà (Vò), p. 77. 
Carpanese C., La chiesa campestre di S. Benedetto delle Selve (Praglia), p. 77. 
Carpanese C., Il Santuario del Monte della Madonna (Teolo), p. 78-81. 
Carpanese C., La chiesa campestre di S. Pietro in Costa, Carbonara (Padova), p. 82-83. 
 
Cento anni di storia visiva della comunità monastica di Praglia sono raccolti nel volume che propone i documenti esposti in occasione della mostra “Ripercorrendo cento anni di storia” allestita nel 2004 per commemorare il ritorno dei monaci a Praglia (1904): 
Tamburino G., Scannerini G. (a cura di), Praglia. Immagini di storia e di vita quotidiana, Abbazia di Praglia, Edizioni Scritti Monastici, 2006.