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Sulla figura di Alvise Cornaro si segnala:
Lovarini E., Le ville edificate da Alvise Cornaro, “L’Arte”, 11 (1899), p. 191-212, che tratta dei soggiorni ad Este in compagnia del Ruzante.
Ricordo di Alvise Cornaro, Abano Terme 1979 (Quaderni dell’Azienda di Cura, 3).
Alvise Cornaro e il suo tempo, catalogo della mostra (7 settembre — 9 novembre 1980), a cura di L. Puppi, Padova 1980.
Menegazzo E., Alvise Cornaro: un veneziano del Cinquecento nella Terraferma padovana, in Storia della cultura veneta. Dal primo ‘400 al Concilio di Trento, 3/II, Vicenza 1980, p. 513-538, con ampia bibliografia.
Sambin P., Per le biografie di Angelo Beolco, il Ruzante, e di Alvise Corsaro, Restauri di archivio rivisti e aggiornati da F. Piovan, Padova 2002.
Al noto studioso Giorgio Dal Piaz che molti scritti dedicò ai problemi riguardanti la genesi, le caratteristiche e l’utilizzazione delle sorgenti termo-minerali di Abano e dintorni, scomparso nel 1962, è dedicata la commemorazione con bibliografia degli scritti in:
Bianchi A., Giorgio Dal Piaz (29 marzo 1872 — 20 aprile 1962), “Atti e Memorie dell'Accademia Patavina di Scienze Lettere ed Arti”, 85 (1972-73), p.te I, p. 42-63.
Espone le vicende della collezione raccolta dal conte Nicolò Da Rio (1765-1845), celebre naturalista padovano che fu anche fondatore del “Giornale dell’Italiana Letteratura”.
Drago G., La collezione Da Rio, “Padova e il suo territorio” 22 (2007), n. 126, aprile 2007, p. 18-21, per le notizie sullo studioso che aveva fatto dei colli Euganei il suo principale oggetto di ricerca scientifica si veda anche:
Menin L., Elogio funebre del cavaliere Nicolò Da-Rio, Padova 1845;
Salina C., Lettera al Cav. Prof. Antonio Alessandrini. Necrologia e Nota delle opere edite, ed inedite del signor conte Nicolò Cav. Da Rio di Padova, Bologna 1845.
Piotto L., “Il Giornale dell’Italiana Letteratura”: percorsi critici nell’ambito delle arti figurative, Tesi di laurea, Università di Padova, a. a. 1999-2000.
Vedova G., Biografia degli scrittori padovani, Padova 1832 (rist. fot. Bologna 1967), alla voce, p. 327-330;
Melan S., Opere italiane e latine, III, Padova 1841, p. 369-373;
Fabris A.. M., Dei professori dell’Università di Padova venuti dopo il 1821 educati nel seminario, Padova 1883, p. 10;
Fabris A..M., Dei professori del seminario di Padova morti dal 1821 al 1880, Padova 1883, p. 33-34. Numerosi documenti si trovano a Padova, Archivio moderno dell’Università, buste della Facoltà filosofica.
Brunetta G., Di un abate Dianin e del nuovo Ospedale di Padova, “Città di Padova. Rivista del Comune”, 1 (1961), n. 9, p. 3 sgg.
Scorzon E., L’Abate Felice Dianin, “Città di Padova. Rivista del Comune”, 4 (1964), n. 5, p. 36 sgg.
De Vivo F., L’Abate Felice Dianin (1764-1841) e il suo insegnamento nel Liceo e nell’Università di Padova, in Contributi alla storia della Chiesa padovana nell’età moderna e contemporanea, 2, Padova 1984, (Fonti e ricerche di storia ecclesiastica padovana, 14), p. 241-281.
De Vivo F., Felice Dianin, illustre figlio di Teolo, “Padova e il suo territorio”, 9 (1994), n. 52, p. 42-44, dove si riportano anche i due sonetti “All’Arciprete di Teolo” volto ad impedire il disfacimento del vecchio cimitero e “A Napoleone, per Teolo” in cui Tito Livio si rivolge a Napoleone lamentando di aver tolto a Teolo la funzione di capoluogo distrettuale. Al Parroco — che aveva progettato il disfacimento del cimitero a favore dell’aia della nuova Casa Canonica — il Dianin aveva diretto un’altra composizione poetica, dopo la carestia e la spaventosa grandinata del 1816, dove si diceva: Il ciel però, forse pietoso ai danni / diede Pastor d’eccelsi pregi adorno, / quasi dolce compenso ai lunghi affanni. Altri sonetti del Dianin furono pubblicati nella raccolta di scritti dal titolo La riconoscenza di Euganea a Napoleone il Grande (1809). Del 1811 è un Ode per rinascimento di Sua Maestà il re di Roma scritta “a nome del Comune di Teolo” e pubblicata nel n. 174 del 23 giugno 1811 del “Giornale Italiano”.
Le composizioni poetiche del Dianin sono raccolte:
Sonetti del Prof. Abate Felice Dianin, raccolti e scelti da Ferdinando Cavalli, Padova 1851, dove si espone anche la tesi di Teolo patria del Tito Livio.
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