|
Tra le molteplici opere relative all’ambiente veneto, segnaliamo:
Civiltà rurale di una valle veneta. La Val Leogra, Vicenza 1976, che dedica un lungo capitolo (La medicina e le “credenze” mediche”, p. 343-370) alle malattie e ai rimedi, per lo più botanici.
Che i preti contribuissero a conservare questa tradizioni e questa sapienza popolare pare si possa derivare da un manoscritto di cui si occupa:
Agostoni C., Spunti medico-terapeutici in un manoscritto, conservato alla Biblioteca comunale di Treviso, di Giambattista Sasso, autore settecentesco, in Atti del XXI congresso internazionale di storia della medicina, vol. II (settembre 1968), p. 925-939. Qui il Sasso, medico o più probabilmente ecclesiastico vicentino, raccoglie ricette e prescrizioni mediche in uso presso il popolo. Di tali ricette abbiamo avuto modo di trovarne anche nell’Archivio storico della Parrocchia di Monterosso trascritte dal parroco di Monterosso d. Luigi Francesconi (1752-1838) e che si riportano:
Preservativo pel CholeraAssenzio, pesto, Rabarbaro in polvere due dramme per sorte; china calissaia di prima qualità mezza oncia; Teriaca Andromaca un oncia; la corteccia d'Avanzio meglio secca che fresca. Il tutto infusione in libbre tre di vino generoso meglio bianco che nero: ben chiuso ed agitato di quando in quando per due giorni continui, quindi filtrato e colato, si tenga in serbo. Da prenderne un'oncia ogni mattina a digiuno.
|
|
|