L’abate Giuseppe Barbieri di Bassano, allievo e successore alla cattedra del Cesarotti, inaugurò una nuova torrentizia produzione letteraria avente per oggetto i Colli Euganei. A lui si deve, tra l'altro, la trasformazione della graziosa piccola Torreglia in una sorta di capitale culturale dell'acrocoro euganeo, così da insidiare il primato di Arquà. 
Barbieri Giuseppe, I Colli Euganei. Poemetto, Padova 1806. 
Barbieri G., I bagni di S. Elena. Versi per le faustissime nozze Cromer-Meneghini, Padova 1819 
Barbieri Giuseppe, Veglie Tauriliane, Padova 1821. 
Barbieri G., Le Stagioni. Poema, in Opere, Padova 1823. 
Barbieri G., Valsanzibio. Epistola al conte Antonio Martinengo, Padova 1847. 
Sui lavori letterari del Barbieri, si veda: 
Zaccaria V., Sui poemetti giovanili dell’abate Giuseppe Barbieri (con lettere inedite di Cesarotti Barbieri e Bettinelli), “Atti e Memorie dell’Accademia Patavina di SS.LL.AA., Classe di Scienze Morali Lettere ed Arti, 87 (1974-75), p.te III, p. 269-295. 
Contengono riferimenti al territorio collinare anche: 
Barbieri G., Orazioni Quaresimali ed altre nuove opere, Milano, Vallardi, 1836-37. 
 
Vedi anche la voce Barbieri nel capitolo dedicato alle biografie.