Home > Indice generale > La Viticoltura dei Colli Euganei > Opere di taglio storico con riferimenti alla viticoltura
 
Opere di taglio storico che vale la pena consultare:  
Cessi R., I portatori di vino in Padova. Appunti di vita padovana, Padova 1903 (Per laurea di Oddone Ravenna, Padova  1903). 
Pini A.I., Due colture specialistiche del Medioevo: la vite e l’olivo nell’Italia padana, in Medioevo rurale. Sulle tracce della civiltà contadina, a cura di V. Fumagalli e G. Rossetti, Bologna 1980, p. 119-138. 
Sereni E., Per la storia delle più antiche tecniche e della nomenclatura della vite e del vino in Italia, in Terra nuova e buoi rossi e altri saggi per una storia dell'agricoltura europea, Torino 1981, p. 101-214. 
Maroso G — Varanini G. M., Vite e Vino nel Medioevo da fonti veronesi e venete, Verona 1984. 
Sereni E., Storia del paesaggio agrario italiano, Bari 1984. 
Tucci U., Commercio e consumo del vino a Venezia in età moderna, Firenze 1988 (Quaderni della rivista di Storia dell’agricoltura, 1). 
Varanini G. M., Aspetti della produzione e del commercio del vino nel Veneto alla fine del Medioevo, in Il vino nell’economia e nella società italiana Medioevale e Moderna, Convegno di Studi, Greve in Chianti, 21-24 maggio, Firenxe 1988. 
Pini A.I., Vite e vino nel Medioevo, Bologna 1989. 
Pini A.I., Vite e olivo nell'Alto medioevo, in "L'ambiente vegetale nell'Alto Medioevo", I, Settimane di Studio XXXVII, Spoleto 1990, p. 329-370. 
Varanini G.M., Mercato subregionale ed economie di distretto nella Terraferma veneta: il commercio del vino, in Varanini G.M., Comuni cittadini e stato regionale. Ricerche sulla Terraferma veneta nel Quattrocento, Verona 1992, p. 163-181. 
Semi F., La protezione del vino nella Repubblica Veneta, “Il Corriere Vinicolo” 67 (1994), n. 45, 14 novembre. 
Scienza A. — Failla O., Circolazione dei vitigni in ambito padano-veneto e atesino: le fonti storiche-letterarie e l’approccio biologico-molecolare, in 2500 anni di cultura della vite nell’ambito alpino e cisalpino, a cura di G. Forni e A. Scienza, Trento 1966. 
 
Si riferisce ai Colli il contributo di  
Bortolami S., Il paesaggio euganeo ai tempi del Petrarca, “Padova e il suo territorio”, 18 (2003), n. 106, p. 21-26, dove si espone come già dal Medioevo nell’area collinare si fosse affermata una tendenziale monocoltura viticola, integrata da altre colture arboree specializzate, come l’ulivo e i fruttiferi. Per motivi di status la disponibilità del vino di monte era considerata d’obbligo in ogni casa di condizioni medio alte e persino presso i ceti artigiani. Si realizzava una parcellizzazione dei fondi coltivati, tipica delle campagne medievali.  Le uve bianche erano le più pregiate. I documenti ci ricordano quelle schiave, palestre, garganeghe, più raramente le marzemine, le moscatelle e le verdisie,  il cui nettare era commercializzato a prezzi anche tre volte superiori a quelli del vino di piano (p. 25). 
 
Non guasta una sguardo alla riflessione sul tema del vino svolto dagli storici d’oltralpe: 
Dion R., Histoire de la vigne et du vin en France des origines au XIXe siècle, Paris 1959 
Devroey J.-P., L’éclair d’un bonheur. Une histoire de la vigne et du vin en Champagne, Paris 1989. 
Garrier G., Hisoire sociale et culturelle du vin, Paris 1995. 
Devroey J.-P., Perrier-Jouët. L’esprit du champagne, Paris 2000. 
Devrory J.-P., “Champagne!” ovvero l’esportazione del territorio, in Il mondo in cucina. Storia, identità, scambi, Roma-Bari 2002, p. 149-175.