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Sul tema della semiologia del paesaggio sono da segnalare i pregevoli lavori di Eugenio Turri che meritano la lettura:
Turri E., Antropologia del paesaggio, Milano 1974.
Turri E., Semiologia del paesaggio italiano, Milano 1979.
Turri E., Il paesaggio e il silenzio, Venezia, Marsilio, 2004, che propone uno sguardo sul paesaggio influenzato dal pensiero di filosofi come Merleau-Ponty, Heidegger.
e lo straordinario (relativamente ai mutamenti del paesaggio agrario)
Sereni E., Storia del paesaggio agrario italiano, Bari 1972 in cui si fa anche cenno al paesaggio degli Euganei ed alla sua rappresentazione in un’opera del Mantegna. Dello stesso autore si veda anche:
Sereni E., Terra nuova e buoi rossi, Torino 1981.
Ancora sui mutamenti intercorsi nelle campagne, tra gli altri:
Brusatin M., Costruzione della campagna e dell’architettura di paesaggio, in La città di Padova, Roma 1970, p. 193-300.
Sulla dialettica fra percorsi e insediamenti, in linea generale, è interessante:
Ugolini F., La formazione del sistema territoriale e urbano della Valle Padana, in Storia d’Italia, Annali, (Insediamenti e territorio), Torino 1985.
Sul paesaggio in generale come frutto dell’interazione uomo/ambiente, sono interessanti i saggi:
Ferrara G., L’architettura del paesaggio italiano, Padova 1968.
Assunto R., Il paesaggio e l’estetica, Napoli 1973.
Romano G., Studi sul paesaggio, Torino 1978.
Febvre L., La terra e l’evoluzione umana, Torino 1980.
Caracciolo A., L’ambiente come storia, Imola 1988.
Fumagalli V, Uomini e paesaggi medievali, Bologna 1989, con ampia bibliografia (specie p. 37-66).
Camporesi P., Le belle contrade. Nascita del paesaggio italiano, Milano 1992
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