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Su Giuseppe Barbieri, nato a Bassano nel 1774 ed entrato a Praglia nel 1795 dove ebbe l’incarico per l’insegnamento di retorica nel Collegio. Nel 1810, soppressa Praglia, vestì l’abito di sacerdote secolare e succedette al Cesarotti nell’incarico di filologia greca e latina nell’Università. Passò i suoi ultimi anni a Torreglia, dove s’era acquistato una casetta, attendendo alle cure del giardino e dei campi e conversando coi campagnoli; qui scrisse le Veglie tauriliane, un inno pacato alla serena solitudine dei Colli Euganei. L’elenco completo degli scritti del Barbieri (111 pubblicazioni, in genere di piccola mole) fu pubblicato da G. Rumor in Bibliografia degli scrittori vicentini, 1905. Più ampia la Memoria sulla vita e gli scritti di Melchior Cesarotti, Padova 1810. Le sue Orazioni quaresimali furono pubblicate in 8 volumi dal Vallardi, Milano 1838. La prima delle Veglie Tauriliane, con belle illustrazioni e il ritratto dell’autore, fu pubblicata dall’Azienda di Cura nel 1963.
Carpanese C., D. Giuseppe Maria Barbieri monaco di Praglia, “Abano Terme. Notiziario dell’Azienda di cura”, 4 (1952), fasc. 11, p. 19-29, n. n.
Gambarin G., Barbieri Giuseppe, in Dizionario biografico degli italiani, VI, Roma 1964, p. 230-231.
Dell’epistolario tra il Barbieri ed il Manzoni si occupa:
Aliprandi G., Giuseppe Barbieri ed Alessandro Manzoni, “Padova e la sua provincia”, 18 (1972), n.s., n. 7, p. 3-7.
Ronchi O., L’oratore sacro Giuseppe Barbieri, “Padova e la sua provincia”, 18 (1972), n.s., n. 4, p. 11-15.
Biasuz G., L’abate Barbieri nel secondo centenario della nascita, “Padova e la sua provincia”, 21 (1975), n.s., n. 1, p. 3-9.
Zaccaria V., Sui poemetti giovanili dell’abate Giuseppe Barbieri (con lettere inedite di Cesarotti Barbieri e Bettinelli), “Atti e Memorie dell’Accademia Patavina di SS.LL.AA., Classe di Scienze Morali Lettere ed Arti, 87 (1974-75), p.te III, p. 269-295.
Pietrogrande A., Giuseppe Barbieri e il “Tauriliano”, in “Padova e il suo territorio”, 15 (2000), n. 83, p. 22-24 in cui si parla di come egli allestì il suo ritiro campestre di Torreglia imitando nei gusti il suo maestro Cesarotti e ispirandosi allo Jappelli.
Zaccaria V., L’accademico Giuseppe Barbieri e il Tommaseo, “Atti e Memorie dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti, Classe di Scienze morali, Lettere ed Arti, 113 (2001-2002), p.te III, p. 21-50
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