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Grandis C., Le casette Mazzucato a Brentelle di Sotto, “Padova e il suo territorio. Rivista di arte storia cultura”, 22 (2007), n. 128, agosto 2007, p. 27-31, che descrive la Montanara agli inizi del ‘900. All’ospedale psichiatrico inaugurato nel 1907, seguiva l’antica parrocchiale dei SS. Fabiano e Sebastiano e staccato dall’ex corte benedettina di Praglia la “Scuola Pratica d’Agricoltura”. Si passava poi l’antica osteria di Brentelle di Sotto. Più avanti i depositi di legname dei fratelli Mazzucato e il magazzino di generi alimentari Luciano Gentilizi, col brulicare di facchini e operai che caricavano e svuotavano burci e padovane mentre altri si destreggiavano nell’estarre dall’acqua le pesnti zattere di tronchi valsuganotti fluitati sin qui grazie alle acque della guidovia Brenta-Brentelle. La ditta di legname aveva sulle montagne trentine un prezioso serbatoio e un’attiva segheria. La necessità di creare nuovi alloggi per operai e per i cinque fratelli (Vittorio, Luigi, Candido, Quinto e Antonio). Qui furono costruiti i villini per i titolari dell’impresa mentre nell’area conosciuta come “Cairo” vennero realizzati edifici d’impianto popolare a schiera. L’area che prima apparteneva alla famiglia Zimbelli (poi Folco Zimbelli Leopardi) pari a circa 87.000 mq fu venduta ai Mazzucato. Qui essi costruirono un lungo caseggiato popolare da sempre indicato come “casette Mazzucato” che ci riporta al clima della prima industrializzazione dell’età giolittiana. Padova, presieduta dalla giunta dell’ing. Vittorio Moschini, colse l’impulso della “Legge per le case popolari” (approvata il 31 maggio 1903 n. 254 e promossa dal parlamentare veneziano padre dell’edilizia popolare italiana, Luigi Luzzatti, 1841-1927).
Simili villini furono costruiti anche a Teolo e indicati come “villini Mazzucato”.
Si veda anche:
Dal tram a cavalli al tram su gomma. Storia dei trasporti nel padovano (1888-2003), Padova, Signum, 2004.
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