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Sugli gnocchi piatto tradizionale di grande impatto nell’immaginario si veda:
Giorato S., “Il gnocco di Teolo”. Ricette e storie di un piatto antico, Comune di Teolo - Pro Loco 2001, dove si ipotizza una origine padovana della versione del piatto che usa nell’impasto le patate anziché la farina come nella ricetta rinascimentale. Una sintesi della ricerca è comparsa con il titolo Sull’origine padovana del “macaron” in “Padova e il suo territorio”, 17 (2002), n. 99, p. 11-15. Secondo il linguista Gianmarco Cardillo il termine “gnocco” è di area veneta e potrebbe risalire alla dominazione longobarda, cui appartine il termine “knohha” che significa “nocca, nodo”: da qui l’antica denominazione riferita pare alla forma irregolare del nodo degli alberi.
Sul fatto che questi gnocchetti o bocconi impastati con farina di cereali macinati in modo grossolano con macine di pietra fin dall’età del bronzo, si occupa:
Corrain Cl. — Zampieri P., Considerazioni sopra un’antica vivanda, “Lares”, 30 (1964), fasc. 3-4, p. 139-143.
Vale la lettura una gustosa rappresentazione:Peruffi G., Origo Gnoccorum, in Peruffi G., Gnoccheides, Verona 1839. Traduzione di Marino Zampieri, in M. Zampieri - A. Camarda, Sotto il segno dei Maccheroni. Rito e poesia nel Carnevale veronese, Cierre, Verona 1990, p. 80-83. Testo riportato anche in M. Montanari, Convivio oggi. Storia e cultura dei piaceri della tavola nell’età contemporanea, Roma-Bari 1992, p. 45-47.
Una raccolta di documenti ufficiali e relazioni storiche sull’origine della festa degni gnocchi a Verona abbiamo in:
Torri A., Cenni intorno all’origine, e descrizione della festa che annualmente si celebra in Verona l’ultimo venerdì del carnovale comunemente denominata Gnoccolare, Verona 1818.
Sulla patata e sul suo impiego per uso alimentare si veda:
Arduino L., Istruzione sopra la coltura e gli usi economici delle patate scritta dal professore Luigi Arduino e pubblicata per ordine della I.R. Prefettura Provvisoria del Brenta, Nella Tipografia Penada s.d., ma pubblicata prima del 1815.
Panjek G., In margine alla storia dell’alimentazione: un dibattito settecentesco sull’introduzione della patata nel Veneto, in Raccolta di scritti per il cinquantesimo anniversario, 1924-1974, Udine 1976, p. 573-578.
Già da tempo un mercante friulano, Antonio Zanon, si prodigava per l’istituzione di accademie agrarie finalizzate a sensibilizzare i proprietari nella cultura agronomica e per istruire i contadini. Fu lui, sensibile al profondo malessere della sua terra a farsi suggeritore di interventi concreti e segnalare, ad esempio, le potenzialità della patata per l’uso alimentare:
Zanon A., Della coltivazione e dell’uso delle patate e d’altre piante commestibili, Venezia 1767. Un breve profilo su di lui e sul ruolo rivestito nel dibattito agronomico si trova in:
Bano D., La riflessione economica: dai problemi dell’agricoltura e della moneta all’economia come un tutto, in Storia della cultura veneta. Il Settecento, 5/II, Vicenza 1986, p. 411-434.
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