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Sui prodotti locali, si veda:
Lagaresi G., Il prosciutto euganeo-berico, “Padova e la sua provincia”, 23 (1977), n.s., n. 2, p. 29-30.
Toffanin G. jr., Le pecore padovane, “Padova e la sua provincia”, 23 (1977), n.s., n. 1, p. 9-13.
Zanaldi L., Divagazioni sulla giuggiola, “Padova e la sua provincia”, 29 (1983), n. 1, p. 33-34.
Zanaldi L., Divagazioni sul tacchino, “Padova e la sua provincia”, 29 (1983), n. 7/8, p. 19-23.
Le storie dell'alimentazione concordano nel dire che il pheseolus conosciuto dal mondo antico, prima della scoperta dell’America, era il dolico, ossia il minuscolo, bianco fagiolo dall'occhio. Sul fagiolo si veda:
Perale M., Milacis cultus aperire paramus. “De milacis cultura” di Pietro Valeriano. Il primo testo europeo dedicato al fagiolo, Belluno s.d., dove si presenta il poema di 756 esametri dedicati alla coltivazione del fagiolo opera del bellunese Giovan Pietro Bolzanino delle Fosse, umanista vissuto tra il 1447 e il 1558 e morto a Padova e noto con pseudonimo di Pietro Valeriano. In Appendice il testo è tradotto. L’autore, datando l’opera tra il 1533 e il 1534, ricorda che in Europa era già presente un tipo di fagiolo proveniente dall’Asia e ricordato dallo stesso Virgilio (Georgiche I, 227) come vile phaselum, un piccolo foraggio destinato all’alimentazione animale che sarà soppiantato dal più saporito e nobile prodotto americano.
Dai Luxardo, famiglia genovese trasferitasi in Dalmazia sin dal 1820, e dalla Dalmazia insediatisi a Torreglia dopo che un bombardamento aveva distrutto la fabbrica di Zara, dove diedero vita alla cultura specializzata delle marasche:
Luxardo De Franchi N., Considerazioni sulle marasche, Venezia 1962, un opuscolo che tratta della lavorazione di quella varietà di ciliegia dal sapore dolce-acidulo da cui si ricava il maraschino. Lo stesso autore scrisse una storia del maraschino:
Luxardo De Franchi N., Storia del maraschino, Torreglia 1988.
Sulla grande diffusione del riso sin dal ‘500 si ha testimonianza da alcune Parti, cioè disposizioni normative emanate dalla Repubblica di Venezia. La sua diffusione locale sembra si possa datare al 1475 — epoca a cui risale la famosa lettera in data 27 settembre — con cui Gian Galeazzo Sforza regalerà al Duca di Ferrara dodici sacchi di riso da semina, dando origine alle coltivazioni nella zona. L'espansione nella Valle Padana fu, secondo Messedaglia, piuttosto lenta. Risalgono al 1481 i primi tentativi nel Mantovano; al 1522 a Palù, nel Veronese. Solo sul finire del Cinquecento, appunto, il riso si sarebbe venduto a basso prezzo. Di origine orientale, il cereale giunse in Europa attraverso la mediazione araba e la sua presenza più significativa nei ricettari trecenteschi è rappresentata dal bianco mangiare, pietanza considerata rigenerativa, confezionata con tutti ingredienti bianchi, all’epoca reputati molto nutrienti e terapeutici, ossia zucchero, latte, carne di pollo, mandorle e riso, appunto. Venduto nelle spezierie e usato con grande parsimonia in cucina, il riso conoscerà più tardi una grande diffusione tale da collocarlo tra gli alimenti più popolari.
Parte presa nell’illustrissimo collegio dele Biave: adì 8. Luglio 1592. In materia di quelli che comprano, & vendano Risi, [Venezia] s.d. [1592],dalla quale si evince l’uso comune del riso anche tra il povero popolo.
Della Regolation delle risare: et della prohibition di metter a semina di Risi niuna sorte di terreni, buoni per seminarui Formenti. Parti dell’Eccellentiss. Senato di 17. Settembre 1594. & di 15. Luglio 1595, [Venezia] s.d. [1595], che attesta i problemi derivanti dall’eccessiva estensione delle coltivazioni di riso.
Una storia del riso, delle sue qualità, delle vicende della sua introduzione nello stato veneto e sugli usi gastronomici, si sofferma Antonio de Torres:
Torres, A. de, Trattato storico ed economico della natura, spezie, pregi paesi di origine, e di propagazione usi fatti, e che far si possono del riso…, In Venezia 1793.
Prodotto dal Parco Regionale dei Colli Euganei con l’Associazione Produttori Apistici della Provincia di Padova A.P.A. Pad. nell’ambito delle iniziative comunitarie Leader 1, questo essenziale riepilogo sull’apicoltura curata dal decano Angelo Irsara, veterinario da sempre dedito alla valorizzazione del prodotto:
Irsara A., Il miele di qualità del Parco Regionale dei Colli Euganei — IGP Provincia di Padova, Arquà P., Parco Regionale dei Colli Euganei, [1996].
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